A cura di Teatro Akropolis e RETE Danzacontempoligure, la sezione dedicata alla danza contemporanea si articola nei primi tre giorni della rassegna, a Villa Bombrini e Palazzo Ducale, e costituisce un contenitore delle più interessanti proposte legate alla danza contemporanea nazionale e internazionale.

Italia, 30', STUDIO
Da piccola mia sorella credeva che il cigno fosse il maschio della papera, e io che la pera fosse una mela col manico. Alcune cose mi hanno detto che non erano vere, ma di altre non lo so ancora. Quand’è che si fa una cernita di quello che ci hanno raccontato da bambini e si decide cosa resta? [ph. Piedicavallo Festival]

Finlandia, 45', PRIMA NAZIONALE
Una “prova aperta” in cui viene preparato un duetto intitolato Bolero. Due danzatori, senza volerlo, diventano strumenti del “genio” dell’artista. Ma quando l’ispirazione si affievolisce e la coreografia si blocca, la collaborazione si fa tesa, l’umorismo diventa nero e la danza pericolosa.

Francia / Libano, 20', PRIMA NAZIONALE
Ispirato all’androginia e alla filosofia sufi, il lavoro intreccia danza contemporanea e whirling in un dialogo intimo tra due corpi. I danzatori emergono come un’unica figura, per poi separarsi lentamente attraverso il movimento e il ritmo. Una creazione sull’identità, l’amore queer e il desiderio di interezza. [ph. Anna Ulyanova]

Italia, 22', PRIMA NAZIONALE
Konpira Fune Fune è un gioco per adulti. Il lavoro esplora la relazione tra due corpi maschili, dove la struttura diventa mezzo per attraversare distanze, contatti e possibilità.
Non un gioco come semplice sfida, ma uno spazio emotivo in cui si incontrano forza, tensione, sintonia, vulnerabilità e complicità.

Italia, 30', PRIMA REGIONALE
Quasi niente è il margine di errore che ci è permesso per non cadere, per sostenerci, per non farci male. È la connessione tra le cose che facciamo: tutto il resto è tra di noi. Azioni minime, strutture inutili, tentativi per mettersi alla prova, citare e rischiare.

Italia, 25'
Ispirato al romanzo Alexis o il trattato della lotta vana di Marguerite Yourcenar, il lavoro dà corpo alle dinamiche fisiche ed emotive che possono emergere nel processo di coming out. Il dire e il non dire del testo si riflettono nella fisicità del performer, radicata al suolo e insieme aerea. [ph. Stefano Scheda]

Italia, 14'
KAMA gioca con comportamenti, stereotipi e codici sociali: il modo in cui agiamo, parliamo, ci muoviamo, e quanto continuamente li riproduciamo. Il lavoro apre uno sguardo sulla vulnerabilità del sé e sulle apparenze dietro cui spesso ci proteggiamo. [ph. Elena Zapassky]

Italia, 30'
Una ragazza sui pattini si allena riprendendo live la propria performance. Qualcosa però accade, dei suoni di spari invadono la scena, il corpo cade, si ferisce. La strada diviene così il teatro di una prova di resistenza al contempo fisica ed esistenziale, del dramma della vita in tutta la tragica banalità di una coazione a ripetere. [ph. Andrea Avezzù]

Canada, 30', PRIMA EUROPEA
Morceaux Choisis esplora visibilità, invecchiamento, femminilità e presenza attraverso tre assoli interpretati da Louise Bédard. A 71 anni, l’artista rivendica l’atto radicale dell’essere vista, abitando lo spazio pubblico con intensità e libertà. Il gesto si fa memoria, presenza e affermazione.
[ph. Mélika Diez]

Belgio / Cipro, 13', PRIMA NAZIONALE
L’audizione come condizione, stato fisico e psicologico, processo evolutivo e brutalità. Un rapporto di autorità, una dichiarazione, un ostacolo, un verdetto. Hire me, please. attraversa disponibilità, giudizio, rifiuto e desiderio di riconoscimento, trasformando il corpo in luogo di esposizione totale.