FF EXTRA è la sezione di FuoriFormato che valorizza, attraverso specifici focus, le collaborazioni e le partnership con organizzazioni, festival e artisti di danza e videodanza in Italia e nel mondo.
Proiezioni fuori concorso
30 GIUGNO - 1 LUGLIO | Villa Durazzo Bombrini
Protagonisti assoluti di EXTRA 2026 sono i corti vincitori della XII edizione de La Danza in 1 Minuto, il contest internazionale – a cura di COORPI – che celebra l’incontro tra danza, cinema e sperimentazione con uno sguardo rivolto ai giovani talenti, dove la brevità del formato si trasforma in manifesto generazionale offrendo una lucida istantanea della realtà. EXTRA disegna una mappatura intorno alle tendenze e alle possibilità della screendance per interrogare il presente e risemantizzare le forme della visione. La danza in 1 minuto è un progetto di COORPI nell’ambito di PRO|D|ES Danza – Promozione Digitale Danza Estesa, progetto a cura di COORPI, CRO.ME – Cronaca e Memoria dello Spettacolo, Compagnia della Quarta con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, Regione Piemonte, Fondazione CRT.



Margherita Landi, Italia/Svizzera, 1’14''
Premio Speciale Solo
La Danza in 1 minuto 2026
Un viaggio onirico in cui la materialità
del corpo si fonde con l’immaginazione algoritmica, dando forma a una visione che non potrebbe esistere in nessun altro luogo.

Akari Sōma, Giappone, 1'
Menzione Speciale della Giuria
La Danza in 1 minuto 2026
Un concerto al parcheggio delle biciclette.

Stephan Dorn, Austria, 1'
Premio Miglior Film
La Danza in 1 minuto 2026
In questo film di danza in stop-motion i protagonisti – semplici matite – si donano completamente al processo di creazione del movimento. Solo scomparendo riescono a rendere visibile la loro arte.

Giorgia Ponticello e Luca Sansoè,
Italia, 1' 49''
Premio Speciale Z Generation
La Danza in 1 minuto 2026
Neine segue il percorso interiore di una donna che attraversa momenti di vulnerabilità e di
risveglio. Guidata dalle Neine, tre sacerdotesse del conforto, affronta i nodi della sua vita,
trasformando il corpo in un terreno fertile per la metamorfosi. Attraverso questa connessione
femminile, il conforto si manifesta come un gesto di cura, di ascolto profondo e di riconciliazione.

OLGA SUPERFLUA (Andrea Carlotta Pelaia, Marco Caudera, Andrea Carozzi),
Italia, 1' 40''
Menzione Speciale della Giuria
Premio del pubblico della rete
Menzione Speciale Z Generation
Commissione Artistica Studenti Dams&Cam: Best One Minute
Menzione Piemonte Movie
La Danza in 1 minuto 2026
Il corpo performativo che indossiamo ogni mattina diventa il mezzo attraverso il quale presentiamo il vero sé; il corpo, come campo di battaglia, viene offerto quale prodotto unico e irripetibile dell’universo.

progetto ViMotion (Liceo Coreutico Tito Livio di Milano), Italia, 1' 49''
Menzione Speciale Z Generation Commissione Artistica Studenti Dams&Cam
La Danza in 1 minuto 2026
Un'esperienza immersiva che fonde la bellezza della danza con l'arte vittoriana della florigrafia (il linguaggio dei fiori). Le danzatrici traducono i significati simbolici dei fiori in un nuovo linguaggio coreografico: i fiori stessi si animano, petali e colori pulsano e si mescolano. Un invito a riscoprire la poesia nel regno vegetale attraverso la danza.

Sophie Le Fier, Francia, 1' 48''
Menzione Speciale Z Generation Commissione Artistica Studenti Dams&Cam
La Danza in 1 minuto 2026
Rose, una ragazza di 23 anni, sale su un TGV per tornare a casa. Rimane sconvolta nell'assistere a un violento scontro tra le guardie di sicurezza e un passeggero vittima di
discriminazione razziale. La paura di Rose prende forma, emerge dal suo corpo e si esprime attraverso una danza a scatti e tormentata sul pavimento.

Weisheng Xu, Cina, 1' 13''
Menzione Speciale Solocoreografico
La Danza in 1 minuto 2026
Ambientata in un mercato alimentare, quest'opera raffigura una donna dall'identità ambigua che decostruisce il proprio corpo attraverso movimenti di danza frammentati. Attraverso questo teatro in miniatura, l'opera solleva alcune domande: è la donna che balla ad essere “anormale”, o ad esserlo è lo spazio pubblico che esige che le donne siano “utili” e ‘silenti’?